Poi mi chiedono se vado in palestra, dato i polpacci che ho (cioè, non sono un calciatore, ma un giorno dei pantaloni molto ma molto squin di zara mi stringevano ai polpacci fino a blccarmi la circolazione). e ci credo, se mi faccio i kilometri a piedi a Milano.
Uno di quei giorni che da Niguarda, posto demmerda dove abito, diciamo, si arriva a sud di Milano, e ti giri tutta la città, e ci metti una pizza barbona (ovvero, ti prendi la pizza da asporto e ti vai a cercare una panchina o un muretto tranquillo: espediente per non pagare il coperto, ma sinceramente, a me stare in una pizzeria o in ristorante chiuso preferisco stare sul muretto o a casa. Poi tutto dipende dalla situazione, ovvio.)
E comunque, abbiamo trovato questa bella panchina zona Papiniano - Corso Genova, e ci siamo mangiati 'sta pizza barbona.
Poi col tram verso il duomo, zona fashion week.
E qui vi racconto del:
"nero come la pece, vestito di nero, e su sfondo nero" guadiano del telone delle sfilate, che cercava di conquistarmi con controsensi e complimenti: "bella macchinetta fottografica, ma anche tu sei bella". Me ne sono scappata neanche avessi visto l'uomo nero, e mi sono sentita come a Orleans, dove la gente ti chiedeva il numero di telefono per strada, così.
e poi all'altro telone in piazza del Liberty, aperto, del tipo che puoi guardare ma "Tu-non-puoi-passare". E lì, affianco al Ferrari Store, ho intravisto Susie Bubble e il fotografo di Jak&Jil Blog (Tommy Ton). cacchio, non sono una che se ne va a fare le foto con le fashion blogger, ma Susie Bubble è troppo una tizia cool, ahah. e tommy Ton, diciamolo, come Yvan Rodic, che pure ho incontrato, fa il mestiere che "io-voglio-fare".
Comunque, credo di aver anche fatto una figuraccia perchè non erano soli, ma io li ho scelti per fare la foto come si sceglie la verdura al mercato, e gli altri magari erano anche personaggi importanti, che ne so, magari una direttrice di vogue o quant'altro, ma vabbè. Ecco la foto.
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