giovedì 20 giugno 2013

E non perdere tempo a cercare titoli di post che nessuno leggerà mai.

Ho letto qualcosa che ha fatto venire improvvisamente voglia di scrivere anche a me. E mi ha fatto venire voglia di diventare produttiva al massimo, spendere le mie notti insonni a finire progetti e cominciarne di nuovi, dormire qualche ora al mattino, rilassarmi un po' al pomeriggio, e poi ricominciare. Mi ha fatto venire voglia di organizzarmi la mia restante permanenza qui in Giappone. Fare un libro fotografico, creare una fanzine, creare un portfolio online e finire il report per sabato. Mi ha fatto pensare al fatto che parlo a sproposito, mi ha fatto ricordare che una volta ho iniziato a scrivere un libro su di me in terza persona. Vorrei suonare l'ukulele adesso, registrare una canzone, migliorare il mio inglese e imparare il giapponese davvero. Vorrei che al mio tre la mia vita diventasse ordinata e organizzata, e vorrei avere un dizionario molto più forbito.
Il mio programma a breve termine è: riordinare la stanza, eliminare il superfluo, fare lo shampoo, rifare il futon con le lenzuola pulite, preparare un caffè, e stabilire l'itinerario per domani, trovare qualche museo interessante a Tokyo se piove, e un alternativa se c'è il sole. Pensare al progetto di Kimi e allo storyboard del video. E soprattutto non cadere nell'inerzia.

ok, quindi, ichi, ni, san.


mercoledì 12 giugno 2013

Alla gente ubriaca dovrebbero togliere la licenza di scrivere al pari di quella di guida

Sono tornata a casa da poco. Sono ubriaca. Meglio dire brilla. La testa mi gira, mi sento scema, mi metterei a dormire e sto continuamente pigiando il tasto delete perchè continuo a sbagliare tasti ma nonostante ciò mi ostino a scrivere di fretta, di conseguenza ci sto mettendo un sacco di tempo. Sono tornata da Kokubunji in bicicletta, ma sinceramente, se mi avessero fatto l'alcool test probabilmente mi avrebbero lasciato a piedi. In più ascoltavo la musica da un orecchio, e centravo tutte le pozzanghere apposta, porgendo il viso invece alla pioggerellina di giugno. Sentendomi un po' ubriaca e un po' blue.

La stagione delle piogge è iniziata davvero. 梅雨, questo è il kanji, che si legge tsuyu.
Lo abbiamo imparato oggi a lezione di giapponese.

Comunque, non ci volevo andare, volevo risparmiarmi tremila yen per cose più utili tipo cazzate giapponesi da portarmi in Italia al mio ritorno, ma ero lì a struggermi, pensando al fatto che se non ci fossi andata non avrei mai saputo cosa avrebbero fatto [beh, probabilmente avrei visto il video che ha fatto Kate con l'Iphone a testa in giù, e che non riesco a guardare perchè se giro la testa questa mi cade per terra.] E se non ci fossi andata me ne sarei pentita per il resto dei miei giorni, come ho fatto per altre cose. {Se non fossi andata a Bou quella volta lì in Francia, e io non ci volevo andare, non avrei mai conosciuto lui}. Quindi, per evitare di aggiungere cose alla lista del "potevo farlo, potevo andarci", ci sono andata. Dove? Niente di speciale, la festa di fine corso di Brand Design, con compagni di corso e professore. E poi ci sono andata per cercare di fare amicizia con altra gente, che in realtà siamo stati in classe insieme una volta a settimana per due mesi, ma dato che parlano solo giappo, è difficile comunicare nella loro lingua, io che mi ricordo solo il verbo Taberu {mangiare, per la cronaca}.

Era una specie di all you can drink, ma stavolta qualcosa da mangiare c'era. Le ragazze erano lì a bersi cose alla frutta e al limone quindi non so, ma il prof. era circa ubriaco e si è messo a raccontare delle sue fidanzate a Londra, una bionda italiana e Maria Garcia la spagnola [un nome più stereotipo di così c'è solo Mario Gomez]. e poco ci mancava che gli raccontassi che in realtà pure io ero venuta in Giappone per trovarmi un fidanzato giapponese e fare un figlio bellissimo con gli occhi a mandorla. e poco ci mancava che gli raccontassi dei due ragazzi mezzi giapponesi che mi hanno spezzato il cuore finora. E che a causa dell'ultimo, nonostante tutto, ancora deve guarire.
e poi gli avrei voluto spiegare che sono rimasta molto delusa delusa dai ragazzi giapponesi, che le mie aspettativa erano troppo alte, e che invece la media qui è veramente scarsa, sono alquanto brutti, ad eccezione forse di Ochi, che tralaltro gliel'ha detto anche il professore che è "handsome", ma che sembra stupido. Bel complimento direi.

L'argomento amore è stato ricorrente. Ochi che spiegava al prof. che non si era impegnato molto a Brand perchè c'aveva il cuore spezzato, che la ragazza l'ha lasciato quando lui le ha detto che vuole andarsene in Europa. Gussan che si struggeva perchè nessuno lo vuole. Su nove ragazze, solo una era fidanzata [e io, ma sarei la decima]. Poi il prof. che raccontava delle storie a distanza, che sono complicate e che è stato carino Andrea a venirmi a trovare. e io che gli ho detto che non è venuto a trovare me ma è venuto per visitare il Giappone. il prof. che mi diceva che Andrea è molto più innamorato di me più di quanto lo sia io. E che la sua fidanzata l'ha lasciato dopo sette anni per fargli vivere l'Europa a pieno. e io che da ubriaca che mi son fatta la domanda se questo fosse stato un segno del destino, ovvero dirmi di lasciar perdere l'Europa e trovarmi il giapponese dei miei sogni [tipo Ochi ma almeno sette anni più vecchio].

Comunque alla fine non è successo niente che ha cambiato il corso della mia esistenza, a parte una stretta di mano che ha fatto vacillare le mie sicurezze e fatto ricordare un giorno d'estate a Venezia.
Ma questa è un altra storia.

lunedì 10 giugno 2013

Un po` come il Titanic

Biblioteca della Musashino. Stessa postazione computer. Se vai su Grooveshark da questo computer, il sito ti consiglia di ascoltare Luca Carboni, Serge Gainsbourg e Debussy, praticamente la musica che ho ascoltato io.
Son venuta qui per studiare giapponese, ho una lista di cento verbi da coniugare e scrivere in hiragana, per un totale di 1600 verbi da scrivere. Ma mi sono giὰ rotta. Son tre settimane che studiamo la tessa lista, e invece di darci due regole di base per la coniugazione, quella si ostina a farceli fare uno a uno, e poi a dirci «this is irregular». Toh, grazie dell`info.
Comunque oggi credo sia ufficialmente cominciata la stagione delle pioggie qui in Giappone, stamattina mi son svegliata con il rumore della pioggerellina e l`aria fortunatamente leggermente più fresca, o almeno ripsetto a ieri sera, che stavo facendo la sauna in camera. Ho pure tentato di far funzionare il confdizionatore, poi a un certo punto ὲ impazzito, non riuscivo piu a spegnerlo, e ho temuto di traformare la stanza in un frigorifero gigante. Alle due mi son mangiata un gelato. E mi son finita di vedere sto film che avevo cominciato a vedere qualche tempo fa, che mi aveva passato il signor M.R. quando eravamo buoni amici.
Il film ὲ Love and Pop, che dopo aver guardato ho scoperto essere di Hideaki Anno, tratto da un libro di Ryu Murakami, ovvero il Murakami leggermente meno celebre del Murakami Haruki. Per la cronaca, il signor Ryu ha studiato alla Musashino Art University, nel dipartimento di scultura (彫刻). Ma non voglio parlare del film, non sono brava a espromere pareri sui film, potrei dire che ὲ strano e fermarmi li. La questione ὲ ieri sera mi sentivo di dover guardare un film per sancire la fine della settimana finalmente. Ieri infatti c`ὲ stato l`Open Campus qui alla Musashino, ed ὲ stata una settimana intensa di preparativi e non solo, infatti praticamente ho dovuto cominciare e finire il lavoro per Brand Design, cominciare e finire il lavoro per Sound and Space, e poi avrei dovuto fare qualcosa per Interactive Innovation, ma non ho fatto niente. Insomma, ho passato qualche nottata sveglia.
Comunque, questi eventi mi mettono alquanto tristezza, nel senso che ci metti tanto ad allestire le cose, ὲ come un crescendo, poi passato il santo, finita la festa. Dalle 10 di sabato mattina alle 16:30 di ieri, domenica, la scuola pullulava di ragazzine in divisa da high school venute e vedere la scuola in gruppo, sono arrivati con i pullman, sono arrivati con i genitori, ovvero il portafogli che dovrὰ finanziare i loro futuri quattro anni di studi, e io me li immagino che siano li a chiedersi se ne vale pena spendere 170mila yen all`anno per far fare sculture di legno al figlio, che poi magari si mette a scrivere romanzi erotici come il signor Ryu.
Comunque, dicevo alle 4:30 precise di ieri hanno chiuso tutto, ci mancava solo la canzoncina dell`arrivederci che trasmettono negli altoparlanti quando la scuola sta per chiudere. 10 minuti dopo, gli stendardi con scritto Musashino Art University Open Campus erano giὰ stati sostituiti con i soliti, neanche fosse passato Silente con un colpo di bacchetta ad annunciare che Grifondoro ha vinto il torneo delle casate.
La DIL room ha riassunto le sue sembianze, e i ricordi di quel video in loop trasmesso sul muro fino allo sfinimento sembrava soltanto un incubo lontano.
Tanti giorni per allestire tutto, due giorni di massimo splendore, e poi il niente. Un po` come il Titanic.

lunedì 3 giugno 2013

Malcontenti pre Open Campus perche sono una persona cattiva

~~~poi correggo gli errori ortografici a casa~~~
Ascoltando Serge Gainbourg nella libreria dell universita.
Che tralaltro ci sono i turisti che girano, oggi.
Dovrei essere altrove, a progettare il packaging per Brand Design, ma la verita e che non riesco proprio a lavorare su qualcosa che non sento mio, su un idea stramba e secondo me anche piuttosto inutile. E allora invece che lavorare, mi son rifugiata qui dentro. E mlto da me scappare di fronte alle scadenze, passare il tempo a guardare serie tv e postare foto su fb mentre il tempo e agli sgoccioli, molto agli sgoccioli. Sabato c@e l open campus, e non abbiamo praticamente niente, e Kate stanotte ha idea di fare i biscotti per la nostra presentazione, e nel frattempo Gussan stava preparando i manifesti, ma io mi rifiuto sinceramente: i cartelloni che facevanmo alle scuole medie al pomeriggio erano graficamente piu gradevoli. 
Non vedo l ora che finisca questa pagliacciata,sarebbe stato molto interessante come corso se ci avessi lavorare¥to, se probabilmente fossi riuscita a imporre le mie idee, o se almeno ogni tanto avessero preso in cosiderazione il mio lavoro fatto durante la notte. Lo so , sono una ragaza molto egocentrica e cattiva, a olte, non lavoro e mi lamento del lavoro degli altri che non e abbastanza buono per i miei canoni, lo so, sono un indiidualista del cacchio, preferisco lavorare di testa mia, fare tutto da sola, bloccarmi magari sulla stessa idea per mancanza di idee, ma preferisco gestirmi le cose da sola. E infatti il corso di Sound e Space, anche se alle prime lezioni non capivo niente, che le lezioni erano in giapponese, mi ci sono messa due notti fino all:alba e ho finito il mio lavoro, e sono anche abbstanza soddisfatta di me stessa.